giovedì 21 settembre 2017

Giuseppe Ferruccio VIANI

Non tutti ricordano come quando e perché Gipo Viani – si legge su “Hurrà Juventus” del febbraio 1969 – il popolare tecnico stroncato da infarto in un albergo di Ferrara la mattina del 6 gennaio, venne a Torino per vestire la maglia della Juventus. Gipo aveva militato nelle file dell’Inter e, con la casacca neroazzurra aveva vinto il titolo di Campione d’Italia nel primo campionato a girone unico (1929-30). Poi, passato alla Lazio, per cinque anni era stato il perno della mediana della società biancoceleste: un giocatore elegante, pratico, senza fronzoli; dominatore sui palloni alti che attraversavano la sua area di rigore, grintoso, ma non falloso, atletico, ma sufficientemente veloce.

Guido MARCHI

Detto Marchino per distinguerlo dal più anziano fratello Pio, era nato a Carmagnola il 21 settembre 1896. Nel 1913, all’età di diciassette anni, aveva già indossato la maglia bianconera. Era stato alunno del San Giuseppe e poi del Sommeiller. Aveva una vitalità incredibile: dicevano che disputò tre partite in un giorno, una al mattino e due al pomeriggio, senza usufruire del massaggiatore e senza essere stato in ritiro collegiale. Come arrivò alla Juventus, Guido Marchi partecipò subito ai campionati di Terza Categoria. L’anno successivo, il 1914, prese parte al campionato riserve che sfuggì alla Juventus, dopo una palpitante partita con il Casale sul campo neutro dell’Asti; l’incontro fu perduto per 1-0, ma i bianconeri terminarono con soli nove uomini, avendone perduti due a causa di incidenti.

mercoledì 20 settembre 2017

JUVENTUS - FIORENTINA


12 febbraio 1966 – Stadio Comunale di Torino
JUVENTUS–FIORENTINA 4-1
Juventus: Anzolin; Gori e Leoncini; Bercellino, Castano e Sarti; Zigoni, Del Sol, Depaoli, Cinesinho e Menichelli. Allenatore Heriberto Herrera.
Fiorentina: Boranga (Albertosi dal 55’); Diomedi e Vitali; Bertini, Ferrante e Pirovano; Hamrin, Merlo, Brugnera, De Sisti e Chiarugi. Allenatore: Chiappella
Arbitro: Pieroni
Marcatori: Del Sol al 7’, Menichelli al 34’, Depaoli al 54’, Bertini all’80’, Menichelli al 90’

martedì 19 settembre 2017

Carlo PAROLA


La prima passione di Carlo Parola fu la bicicletta; suo padre (scomparso prematuramente per una crisi cardiaca) ne costruì una per il figliolo, un autentico gioiello di tecnica e leggerezza. Parola abitava vicino al Motovelodromo ed imparò a solo otto anni a tenersi in equilibrio sulle curve in cemento ed a provare qualche sprint. Nell’intervallo tra una prova di velocità ed una di mezzofondo, Carletto inforcava la sua bicicletta ed inanellava tre o quattro giri in piena velocità, tra gli applausi della folla divertita e stupita. Dalla pista alla strada il passo fu breve ed in una corsa Torino-Bardonecchia e ritorno, in due tappe, fece cose strepitose, classificandosi primo nella tappa con arrivo a Bardonecchia, terzo in quella con arrivo a Torino, e secondo in classifica generale.

lunedì 18 settembre 2017

Paolo DE CEGLIE


Nato ad Aosta il 17 settembre 1986 («Anche se io del valdostano ho ben poco – afferma Paolo – dalle mie parti la gente è un po' chiusa, ma non tanto come carattere, quanto geograficamente. Sono molto legati alla loro terra. Io, invece, amo viaggiare, vedere posti nuovi. Basti dire che mi piace più il mare della montagna. Sciavo, questo sì e mi piaceva anche. Però se devo scegliere il posto dove vivere, o anche solo trascorrere una vacanza, vado al mare, senza dubbio»), cresce nella “cantera” bianconera insieme a Marchisio e Giovinco con i quali esordisce in prima squadra in Serie B, nella stagione 2006-07. Mancino, ottima corsa e buona tecnica, è schierato da mister Deschamps come esterno alto: otto presenze e una rete (contro il Lecce di Zeman) il suo bottino di quel campionato.

domenica 17 settembre 2017

SASSUOLO - JUVENTUS


28 aprile 2014 - Mapei Stadium di Reggio Emilia
SASSUOLO-JUVENTUS 1-3
Sassuolo: Pegolo; Gazzola, Antei, Cannavaro e Longhi; Chibsah (Brighi dal 78’), Magnanelli e Ziegler (Floccari dal 65’); Floro Flores, Zaza e Sansone (Masucci dall’83’). Allenatore Di Francesco
Juventus: Buffon; Barzagli, Ogbonna (Bonucci dal 74’) e Chiellini; Isla (Lichtsteiner dal 63’), Pogba, Pirlo (Vidal dall’80’), Marchisio e Asamoah; Tevez e Llorente. Allenatore: Conte
Arbitro: Damato di Barletta 6
Marcatori: Zaza al 9’, Tevez al 35’, Marchisio al 58’, Llorente al 76’

sabato 16 settembre 2017

Marino MAGRIN


È stato sfortunato, Marino Magrin; capitato in una delle peggiori Juventus di sempre (quella di Marchesi, tanto per intendersi) e costretto a sostituire, nel gioco e nel cuore dei tifosi, Michel Platini. Chiunque avrebbe capito che Marino non sarebbe mai stato in grado di rimpiazzare il divino Michel. «Sono consapevole dei miei limiti – raccontava – per cui non cerco di sostituirmi ad un genio del calcio; piuttosto mi auguro di colmare un poco la lacuna che si è creata con la sua partenza, rimanendo me stesso sul campo e fuori. La Juventus mi ha dato la possibilità di indossare la maglia bianconera, un sogno per molti che nel mio caso ha avuto un felice esito. Spero di contraccambiare la fiducia dimostrata nei miei confronti portando giovamento alla società e al tempo stesso anche al sottoscritto; infatti, il desiderio di migliorare la mia tecnica mi stimola ad affrontare ogni gara con il massimo zelo».

venerdì 15 settembre 2017

Fabio CANNAVARO


Nasce a Napoli il 13 settembre 1973. Secondo di tre figli inizia subito a giocare a calcio e ad otto anni, dopo avere consumato scarpe e palloni sui campetti in terra di Fuorigrotta, entra nell’Italsider di Bagnoli. A undici anni approda al Napoli e, nel 1987, vince il primo trofeo importante, il campionato Allievi. È il periodo d’oro della società partenopea; il Napoli è Campione d’Italia per la prima volta nella sua storia, un’intera città che sogna con Diego Armando Maradona e Fabio, raccattapalle al San Paolo, può ammirare il suo idolo da vicino. Oltre al “Pibe de Oro” in quel Napoli delle meraviglie gioca pure il suo modello di difensore, Ciro Ferrara, dal quale Fabio apprende tutto, intervento in scivolata compreso.

giovedì 14 settembre 2017

Sunday OLISEH


Agli inizi degli anni Sessanta, in tempi di frontiere ancora aperte, anche la Juventus guarda al continente africano alla ricerca di talenti. Ma non si concretizza l’acquisto più intrigante, quello di un ragazzo del Mozambico, tale Eusebio, che finisce al Benfica e contribuirà alle grandi fortune del club portoghese. Passano quindi decenni prima che l’Africa incroci, stavolta con esito positivo, la storia bianconera. Accade nel 1999, quando arriva, proveniente dall’Ajax, Sunday Mimmo Oliseh. Il ragazzo, nigeriano di Abavo, classe 1974, in realtà è una vecchia conoscenza del nostro campionato. Mimmo, infatti, era arrivato giovanissimo nel nostro Paese, forse troppo giovane per sopportare le grandi tensioni di un palcoscenico prestigioso, ma molto impegnativo, come quello della Serie A.

mercoledì 13 settembre 2017

Luigi BERTOLINI

«Sono nato a Busalla, nel 1904, per caso. La mamma, prossima all’evento, abitava ad Alessandria, dov’era nata. Mio padre, Aristide, era di Caprino Veronese; un tipo strambo, per come posso rammentarlo. S’imbarcò per l’America che ero ancora bambino. Faceva il pittore e si aggiustava a suonare la chitarra. Un fratello di mamma aveva un negozio di frutta e verdura. Come ebbi l’età e la forza di lavorare mi volle con sé. Vita dura, mica scherzi. Mi alzavo di mattino presto, verso le quattro, per andare al mercato generale, con il carretto. Ne tornavo tre ore dopo e facevo il garzone di bottega. Dopo la sfaticata giornaliera, a sera, andava a scuola. Diploma di Arti e mestieri, licenza commerciale, medaglia d’oro per il disegno meccanico. Nei pochi momenti di svago, via in piazzetta a giocare alla palla. Di stracci, mica con il pallone vero. Ci davo dentro un paio di ore, poi la fame e il sonno mi inducevano a smetterla.

martedì 12 settembre 2017

Daniel FONSECA


Una carriera da bambino prodigio, nel Cagliari, nel Napoli e nella Roma. Daniel Fonseca, da Montevideo, classe 1969, alla Juventus dal 1997, assolve al meglio al compito di prima riserva degli attaccanti titolari, mettendo al servizio del collettivo il suo scatto proditorio ed il suo tiro tagliente, micidiale addirittura sui calci piazzati. Davanti, la coppia Inzaghi-Del Piero è quanto di meglio il nostro calcio sappia esprimere, ma la Juventus ha spesso bisogno del suo estro e della sua rapidità sotto porta. La stagione, che con la Champions da onorare al meglio si annuncia fitta di impegni, si mette presto bene anche per lui. Ed il 9 novembre 1997, proprio un suo guizzo nel finale permette alla Juventus di superare di stretta misura un Napoli orgoglioso e per nulla arrendevole.

lunedì 11 settembre 2017

Josè MAGLIO

Genova, primo agosto 1931. Sbarca dal transatlantico proveniente da Buenos Aires un giovanotto dall’aspetto poco rassicurante, vestito di blu, con cappello nero e bagaglio ridotto all’osso. È Josè Maglio, argentino, mezzala destra, se ne dice un gran bene, qualcuno pensa che possa addirittura prendere il posto di Cesarini. In quanto a originalità, però, non è secondo al grande Cè; viaggia senza valigia e tiene nel taschino un pettinino e uno specchietto. Taciturno oltre ogni immaginazione, vestito sempre con abiti scuri (il che lo rendeva sgradito a chi era superstizioso), odioso della compagnia; non poteva certamente trovarsi a suo agio, in un ambiente che faceva della goliardia, il proprio motto. In campo parla un linguaggio sopraffino, sa adattarsi a tutti i ruoli dell’attacco e ogni tanto riesce anche a realizzare qualche rete, come il primo novembre 1931, Juventus batte Alessandria 3-0; oppure il 29 novembre, 4-1 alla Pro Vercelli con doppietta dello stravagante argentino, che ha preso il posto a Cesarini, relegandolo in tribuna.

domenica 10 settembre 2017

Leonardo COLELLA

Per risolvere il problema del centravanti apertosi con l’involuzione tattica di Boniperti, che andava trasformandosi da centrattacco in mezzala di regia, la Juventus optò per il mercato sudamericano, puntando su Gino Orlando, punta del São Paulo ed in odore di Nazionale brasiliana. Per alcune settimane i dirigenti juventini tentarono in tutte le maniere di portare a Torino il baffuto sfondatore paulista, ma questi tentennò parecchio prima di dire un no definitivo, spaventato dai gravami fiscali che gli venivano prospettati in caso di un suo soggiorno italiano.
Gli emissari della Juventus, i signori Conti e Peccei della filiale Fiat di São Paulo, si misero allora in moto per catturare un altro giovane discendente di italiani che potesse vestire la maglia numero nove. La scelta cadde su Nardo, al secolo Leonardo Colella, un ragazzo cui veniva assegnato un sicuro avvenire.

sabato 9 settembre 2017

JUVENTUS - CHIEVO


23 agosto 2009 – Stadio Olimpico di Torino
JUVENTUS-CHIEVO 1-0
Juventus: Buffon; Grygera, Cannavaro, Chiellini e Salihamidžić (dal 46’ De Ceglie); Tiago, (dal 74’ Marrone), Poulsen e Marchisio; Diego (dall’87’ Camoranesi); Amauri e Iaquinta. In panchina: Manninger, Legrottaglie, Molinaro e Trézéguet. Allenatore: Ferrara.
Chievo: Sorrentino; Frey, Morero, Yepes e Mantovani; Luciano, Rigoni e Marcolini (dal 65’ Bentivoglio); Pinzi (dall’84’ De Paula); Bogdani (dal 70’ Granoche) e Pellissier. In panchina: Squizzi, Malagò, Mandelli e Ariatti. Allenatore: Di Carlo.
Arbitro: Gava di Conegliano Veneto.
Marcatore: Iaquinta al 12’.

venerdì 8 settembre 2017

Marco Antonio DE MARCHI


Nasce a Milano, l’8 settembre del 1966. La sua prima squadra professionistica è il Como, ma è un’esperienza non tanto felice. «Sono nato a Milano, ma sono passato al Como che avevo ancora i calzoncini corti. Però ero troppo giovane per firmare un cartellino vero e proprio, così mi dirottarono alla Garibaldina, una squadra satellite. Rimasi lì per sette stagioni e, nel frattempo continuavo a studiare. Sono arrivato al diploma magistrale e considero questo traguardo una mia piccola conquista. Non ho avuto tanto spazio, in riva al lago; da un lato la concorrenza, dall’altro l’età troppo verde. In compenso ho avuto ottimi maestri, da Pereni a Bianchi. Sono entrato anche nel giro della prima squadra senza andare però oltre la panchina. Era Bianchi, l’allenatore».

giovedì 7 settembre 2017

Luigi PASETTI

Arriva alla Juventus ventiduenne dalla Spal, che è da sempre fucina di campioni – racconta Gianni Giacone – e dimostra subito di saperci fare, tanto da essere convocato da Bearzot, tecnico dell’Under 23. Il suo è un arrivo quasi in punta di piedi; i tifosi parlano degli acquisti boom, di Haller e di Anastasi ed è naturale che il nome di Pasetti compaia solo in secondo piano. I tifosi, però, si rendono conto che si sta forgiando una Juventus tutta nuova. Arrivata l’anno prima, campionato 1967-68, al prestigioso traguardo della semifinale di Coppa dei Campioni, la società bianconera chiude un ciclo di transizione e ne apre un altro che si vorrebbe pieno di trionfi, naturalmente. In questa squadra dal tessuto nuovo per cinque undicesimi Pasetti, difensore che non disdegna le sgroppate fluidificanti, cerca con impegno un posto al sole. È tutt’altro che semplice, perché il reparto arretrato è il meno toccato dalle novità. A parte l’anziano e pacato Giuliano Sarti, portiere alla terza o quarta giovinezza, l’unico nuovo è praticamente proprio lui, Pasetti. Gli altri, dal libero Tino Castano allo stopper Roccia Bercellino, sono ancora quelli del tredicesimo scudetto. È naturale che Heriberto confermi il blocco, almeno in partenza.

mercoledì 6 settembre 2017

Giuseppe GASPARI

Il primo dei portieri marchigiani della Juve è Giuseppe Gaspari da Ascoli Piceno, classe 1932. Tra i protagonisti della promozione del Catania in Serie A nel 1961, viene acquistato dalla Juve che vuole farne l’alternativa al più giovane Anzolin, appena prelevato dal Palermo.
Gaspari non ha, però, il talento del giovane compagno veneto, e finisce stabilmente tra le riserve. Gioca appena quattro partite in prima squadra, in una stagione incredibilmente negativa per tutta la formazione juventina.