sabato 25 novembre 2017

Gianfranco ZIGONI


Nasce a Oderzo (Treviso), il 25 novembre 1944. Cresciuto nella società, nel 1961, poco più che diciassettenne, debutta in bianconero e in Serie A. Dopo un triennio caratterizzato da sporadiche apparizioni la Juventus lo cede in prestito al Genoa. Due stagioni con i rossoblu e, nell’estate del 1966, rientra a Torino, dove conquista la maglia di titolare. Attaccante di ottimo talento, eccede in personalismi e un autentico limite è il suo carattere ribelle che in molte occasioni gli costa espulsioni e squalifiche. Zigo ha la fama da sciupafemmine ma, si rende protagonista di vere e proprie bravate da bullo di periferia. Come quando, per cercare di sconfiggere la noia dei ritiri, si diverte a sparare ai lampioni con la sua Colt 45. Ma Zigoni, per fortuna, non è solo questo. È soprattutto un calciatore, anzi, un fuoriclasse.

venerdì 24 novembre 2017

RUI BARROS


Un metro e sessanta di velocità e di resistenza, per la Juventus che Dino Zoff vuole riportare rapidamente a livelli importanti. Attaccante o centrocampista, l’ex stella del Porto non fa preferenze: gioca al servizio del collettivo e predilige il contropiede, nel quale si esalta a mettere in  crisi i lungagnoni che lo incrociano. Gli inizi nella squadra lusitana non sono certo facili; il Porto deve dirottarlo in giro per la Nazione, perché ha bisogno di sfoltire i ranghi e consentire a tutti di giocare. Reibordosa e Pasos sono le prime tappe di una carriera che non sembra dover mai decollare. Gli anni passano, Rui dimostra di avere dei numeri; di prestito in prestito arriva finalmente a un campionato vero; gioca con il Covilha, in seconda divisione, è il 1986 e l’esplosione è imminente.

giovedì 23 novembre 2017

Cesare VALINASSO

Nasce a Torino, il 27 novembre 1909. Ultimo di tre figli (il padre era sarto) mosse i primi passi nell'Oratorio Michele Rua di Torino. Nel 1928 entrò nelle giovanili della Reggina, disputando sei partite nel corso della stagione 1928-29. In seguito, a causa del servizio di leva, passò alla Novellara e alla Biellese. In quel periodo esordì anche in Nazionale giovanile, in occasione di un incontro vinto per 8-1 contro la Francia. Passato alla Juventus, ebbe in sorte di sostituire Combi in cinque giornate del campionato 1933-34 (conquistando così il suo primo titolo di Campione d'Italia), ma fu riconfermato a pieni voti nella stagione successiva, quando il grande Giampiero, dopo la superba conclusione dei Mondiali di Roma, decise di rinunciare all'attività agonistica. Valinasso, uomo tranquillo e sicuro, atleta tecnicamente dotato, disputò tutte le trentaquattro partite del torneo 1934-35, cucendo sulla maglia il secondo scudetto della sua carriera.

mercoledì 22 novembre 2017

Kurt HAMRIN

Figlio di un imbianchino, il piccolo Kurt nasce come calciatore già a cinque anni, quando entra nei pulcini dell’AIK Solna, squadra di un sobborgo della capitale svedese Stoccolma. È vispo, astuto e intelligente; sul campo, gli spunta una minuscola cresta dì capelli: da pulcino si trasforma velocemente in galletto. Kurt è sempre l’ultimo a lasciare lo stadio; rivestiti i panni borghesi, si ferma per ore e ore ad ascoltare i racconti degli anziani, che parlano di geni del football emigrati in Italia per formare un trio leggendario, il GRE-NO-LI. Cresce, così, nella cultura del pallone, stimolato da quelle storie lontane, ma anche da tecnici più terra-terra che per lui prevedono un radioso futuro. A quattordici anni, è costretto a lasciare la scuola per trovare un lavoro, in quanto la famiglia necessita di un aiuto immediato, trovandosi in difficoltà economiche. Sceglie di fare lo zincografo e, dopo una dura giornata di lavoro, si sobbarca lunghe trasferte per gli allenamenti.

martedì 21 novembre 2017

Vincenzo IAQUINTA


Quaranta goal in 109 presenze nella Juventus – si legge su www.Juventusnewsradio.,it del 18 novembre 2012 – questa è la media di Vincenzo Iaquinta in quattro stagioni passate nella rosa juventina, all’ombra della Mole. Un’ottima media per una prima punta, specie trovandosi come terza scelta al fianco della storica coppia Del Piero-Trézéguet. Sebbene sia ancora membro dentro la società della Vecchia Signora, l’ex bomber bianconero di Crotone è già da considerarsi un ex, poiché non rientra minimamente nei progetti di Antonio Conte per la sua nuova Juventus, e già da oltre un anno non scende più in campo in partite ufficiali con la maglia bianconera, essendo utilizzato giusto in qualche amichevole interna a Vinovo e vivendo da separato in casa, quello che probabilmente è il suo ultimo anno nella squadra Campione d’Italia.

Férénc HIRZER

Classe 1902, cresciuto nella squadra ungherese del Torekves e poi ceduto in Cecoslovacchia al Makkabi Brno, è uno degli attaccanti più promettenti dell'Est europeo. Gli osservatori bianconeri e, in particolare, l’allenatore Jeno Karoly, ungherese pure lui, sono molto impressionati dalla sua velocità, dal suo scatto e dalla capacità di andare a segno con straordinaria continuità. Edoardo Agnelli è entusiasta del rapporto sul giocatore e tenta l’acquisto, cosa non facile a quei tempi, ma lo stesso Karoly si propone come mediatore e, nonostante tante difficoltà, l'affare va finalmente in porto e Férénc può vestire la maglia bianconera. L’arrivo di Hirzer scatena tra i tifosi consensi clamorosi, che si trasformano in vera adorazione quando lo vedono in azione in allenamento; tanto basta, infatti, per capire che si tratta di un fuoriclasse, velocissimo, fortissimo nel dribbling e dotato di un tiro micidiale. Tra i tifosi che assistono ai suoi allenamenti c'è anche un bambino, figlio del presidente: Gianni Agnelli. Il futuro Avvocato si innamora all’istante di Férénc, che rimarrà sempre uno dei suoi giocatori preferiti.

lunedì 20 novembre 2017

Giampiero COMBI

Nato a Torino, il 20 novembre 1902, milita esclusivamente nelle file della Juventus. Portiere di grande classe, Combi è una delle colonne della squadra che domina per tanti anni in Italia. Con i bianconeri vince cinque volte il Campionato d’Italia: nel 1926, nel 1931, nel 1932, nel 1933 e nel 1934, totalizzando 367 presenze. Forma con Rosetta e Caligaris il più famoso terzetto di difesa che sia mai esistito. Di media statura per quell’epoca (171 centimetri), muscolato in modo meraviglioso, ha una struttura fisica robustissima. È detto fusetta, che in dialetto piemontese significa lampo, petardo.

domenica 19 novembre 2017

SAMPDORIA - JUVENTUS


22 maggio 1977 – Stadio Ferraris di Genova
SAMPDORIA–JUVENTUS 0–2
Juventus: Zoff; Cuccureddu e Gentile; Furino, Morini (dal 76’ Cabrini) e Scirea; Causio, Tardelli, Boninsegna, Benetti e Bettega. In panchina: Alessandrelli e Gori. Allenatore: Trapattoni.
Sampdoria: Cacciatori: Callioni e Valente; Bedin, Ferroni e Lippi; Saltutti, Orlandi (dal 63’ Chiorri), Bresciani, Savoldi e Tuttino. In panchina: Di Vincenzo e Arecco. Allenatore: Bersellini.
Arbitro: Lattanzi di Roma.
Marcatori: Bettega al 61’, Boninsegna all’84’.

sabato 18 novembre 2017

Darko KOVAČEVIĆ


Nasce a Kovin in Jugoslavia, il 18 novembre 1973. Un gigante (187 centimetri per settantanove chilogrammi), arriva alla Juventus nel 1999-2000. Dà i primi calci al pallone nella provincia di Banat, in Vojvodina e nel Radnicki che poi lo cede al Proleter. Ed è qui che Kovačević comincia a sbalordire tutti. Segna subito dodici goal e, nella stagione 1993-94, sale addirittura a ventidue, trascinando la sua squadra alla promozione in Serie A. Alla Vojvodina di Novi Sad se lo ricordano ancora come un incubo, considerato che in Coppa di Jugoslavia le rifila addirittura sei goal. Diventa, così, il giovane campione più ricercato e la Crvena Zvezda, pur di accaparrarselo, versa 1,5 milioni di dollari, che costituiscono il prezzo più alto mai pagato in Jugoslavia.

venerdì 17 novembre 2017

Pedro SERNAGIOTTO

A soli cinquantasette anni – scrive Umberto Maggioli su “Hurrà Juventus” dell'aprile 1965 – è mancato improvvisamente a San Paolo del Brasile, dove era nato nel maggio 1908, Pietro Sernagiotto, calciatore che ha onorato lo sport sui campi di gioco del vecchio e del nuovo continente, italiano di stirpe, brasiliano di nascita, juventino di adozione. Di lui nell’ambiente bianconero è stato e sarà sempre vivo il ricordo: sia di uomo che di giocatore. Calcisticamente si era formato in quella magnifica fucina che fu la Palestra Italia, società paulistana che accoglieva la parte migliore della nostra colonia di emigrati in terra brasiliana: magnifica fucina di atleti e di patrioti che avevano il culto della loro terra di origine.

giovedì 16 novembre 2017

Ján ARPÁŠ


Estate 1947. Liquidati Korostelev e Vycpálek la Juventus si gettò nuovamente sul mercato cecoslovacco per rinnovare il parco stranieri: al posto del deludente Cesto, i bianconeri pescarono nelle file dello SK Bratislava, una delle formazioni più in voga di quegli anni, una mezzala che non aveva mai indossato la maglia della Nazionale boema, ma le cui qualità erano state decantate da tutti gli osservatori: Ján Arpáš. Con lui doveva arrivare anche il terzino Stanislav Kocourek, astro emergente nella difesa del mitico Slavia; costui, però, non ottenne mai il nulla osta e fu costretto a rimanere in patria. Arpáš giunse a Torino accompagnato da una fama di ottimo ragionatore e grande tiratore dal limite; armi con le quali avrebbe dovuto scardinare le retroguardie italiane non più “metodiste” e non ancora “sistemiste”.

mercoledì 15 novembre 2017

Francesco GROSSO

La Juventus ha forse il torto, per la critica, di essere la più bella ed elegante regina nella storia del calcio; la sua storia, però, è un insieme di severità e raffinatezza che si beve di un fiato come un bicchiere di champagne. I racconti passano attraverso vecchie contrade torinesi che hanno visto la nascita di talenti colmi di finezze, ma con il grande pregio della praticità. In una di queste contrade, per esempio, nella Barrièra ‘d Milan, mensa popolare della Torino più vera, è nato Francesco Grosso. Una vita, durante la quale ha contribuito con ritmo quasi mitragliante, al rigoglioso sviluppo di quella regina di cui dicevamo prima. I ragazzi usciti dalla sua scuola sono stati un coro gradevolissimo che affolla il massimo palcoscenico del calcio.

martedì 14 novembre 2017

Raul BANFI

Arrivato in Italia dal Racing Avellaneda con la fama di sfonda reti, questo uruguagio dal tratto marcato, approdò al Modena nel 1940. La sua prima apparizione con i “Canarini” fu molto positiva: nove reti in sedici partite, ma i suoi goal non furono sufficienti a evitare la retrocessione del club emiliano. La Serie B, si rivelò molto più adatta alle caratteristiche di Banfi, trovando avversari meno tecnici e più adatti al suo gioco di potenza. Ventiquattro partite e ventidue reti; un biglietto da visita che avrebbe inorgoglito chiunque. La Juventus lo acquistò, battendo la concorrenza di numerose squadre, ma, il rendimento del sudamericano, contrastò nettamente con le impressioni ricavate in precedenza. Banfi, in attacco, subì la concorrenza dell’albanese Lushta, che con i suoi sedici goal tenne la Juventus in sella; Raul, invece, fu presente solo dodici volte presente, mettendo a segno quattro reti.

lunedì 13 novembre 2017

Roberto BONINSEGNA


«Boninsegna arrivò alla Juve a fine carriera, ma restava sempre un fior di centroavanti. Era capace di insultarti per un passaggio sbagliato, ma se cinque minuti dopo andavi a terra per un fallo era il primo a venirti vicino e a chiedere: “Chi è stato?”. Guardava gli avversari a muso duro, per far capire che se ci avessero riprovato li avrebbe sistemati lui». Roberto Bettega.

domenica 12 novembre 2017

Alessandro BIRINDELLI


Nasce a Pisa, il 12 novembre 1974. Inizia a giocare a calcio all’età di otto anni nella squadra del San Frediano, piccolo centro della provincia di Pisa, come esterno offensivo. Cresce nelle giovanili dell’Empoli e, ben presto, è convocato dalla prima squadra; arretra la sua posizione in campo, diventando terzino destro. In Toscana disputa cinque campionati, ottenendo due promozioni consecutive, sotto la guida di Luciano Spalletti, dalla C1 alla B nel 1995-96 e dalla B alla A la stagione successiva, segnalandosi come uno dei migliori giocatori della serie cadetta: «La mia storia inizia a San Frediano, un paese in provincia di Pisa. Mi piaceva il judo e, per un po’, ho praticato entrambi. Poi, ho dovuto scegliere ed ho continuato con il calcio a Empoli, dove ho seguito la trafila delle giovanili, fino alla prima squadra.

sabato 11 novembre 2017

Dario KNEŽEVIĆ


Vive il suo momento di gloria nell’estate 2008, quando è al centro di una vicenda di calciomercato tra Juventus e Torino, entrambe interessate al suo acquisto. Le due società torinesi se lo litigano manco fosse Maradona e la disputa propone situazioni al limite del grottesco. Il presidente del Livorno Spinelli (detentore del suo cartellino) firma un accordo di cessione con la società granata ma, nella notte del 30 giugno 2008, il direttore sportivo juventino Secco e quello labronico Signorelli, raggiungono un accordo sulla base di un prestito annuale con diritto di riscatto a favore della società bianconera.

Pietro GIULIANO

Una vita dentro la Juventus, per la Juventus. Grande passione e competenza, nessuna voglia di mettersi in mostra, secondo il carattere piemontese. Il dottor Pietro Giuliano, prima segretario, quindi General Manager e poi Direttore Generale della Juventus nasce a Caluso, il 9 novembre del 1936. Moglie, due figli, una famiglia serena, la maggior parte della giornata passata a fianco di Boniperti. Giuliano entra di diritto anche nella storia della Juventus, intesa come squadra. Qualche stagione fra i rincalzi («I primi contatti con Giampiero avvennero – ricorda – nelle settimanali partite titolari-riserve oramai passate di moda, ed erano battaglie feroci, noi non ci stavamo a farci mettere sotto e loro si arrabbiavano»), quindi l’esordio in Serie A il 19 febbraio 1956 a Torino, contro i rossoalabardati triestini.